Sofonisba Anguissola, pioniera dell’arte

Un talento precoce e un’educazione umanistica
Formazione e affermazione
Sofonisba si formò nella bottega di Bernardino Campi, maestro che influenzò profondamente il suo stile, soprattutto nella ritrattistica, il genere in cui eccelse. La sua fama crebbe rapidamente, tanto da essere considerata una delle artiste più apprezzate del tempo, seconda solo a maestri come Tiziano e Michelangelo.
Fu proprio Michelangelo a riconoscerne il talento e a sostenerla sin dagli esordi. Sofonisba infranse un tabù con il suo Autoritratto al cavalletto, in cui si autorappresentò nei panni di San Luca, patrono degli artisti: un’opera che metteva in discussione il ruolo femminile nella società del XVI secolo.
Alla Corte di Spagna
La carriera di Sofonisba raggiunse un punto cruciale quando fu chiamata in Spagna come ritrattista ufficiale della famiglia reale e dama di corte della regina Elisabetta di Valois. Per riconoscenza, i sovrani le procurarono un marito e le pagarono la dote.
Dopo un periodo in Sicilia, perse il primo marito in un naufragio durante un viaggio alla corte spagnola. Si risposò con un nobile genovese conosciuto a Livorno e tornò in Sicilia, dove continuò a dipingere nonostante un progressivo peggioramento della vista.Un'eredità duratura
Sofonisba godette di fama e rispetto fino alla fine dei suoi giorni, guadagnandosi anche l’ammirazione di Antoon van Dyck, che la sostituì come ritrattista ufficiale in Spagna.
Il suo esempio aprì la strada a molte altre donne artiste, incoraggiando padri e famiglie a sostenere i talenti femminili. Fu l’unica donna citata da Giorgio Vasari nelle sue Vite, che scrisse delle sue opere: “Paiono veramente vive e che non manchi loro altro che la parola”.