Rosalba Carriera, pittrice d’Europa

Le origini di Rosalba Carriera
Rosalba Carriera nacque a Venezia il 12 gennaio 1673 da Andrea Carriera, cancelliere presso la Serenissima, e Alba Foresti, abile merlettaia. Crebbe insieme alle sorelle Giovanna e Angela in una famiglia che le garantì un’ottima educazione, comprendente letteratura, poesia, musica (violino) e lingue straniere come francese e inglese.
Le sue prime doti artistiche furono notate nei disegni realizzati per i merletti materni. La famiglia, incoraggiando il suo talento, la avviò agli studi presso la bottega del pittore Giuseppe Diamantini e successivamente di Antonio Balestra.L’inizio della carriera artistica
La carriera di Rosalba iniziò con la decorazione di tabacchiere, su cui dipingeva miniature raffiguranti dame e figure mitologiche femminili, spesso su avorio. Intorno al 1703 realizzò i primi lavori a pastello, tecnica che la rese celebre in tutta Europa.
Nel 1705, grazie all’amico inglese Christian Cole, fu ammessa all’Accademia nazionale di San Luca a Roma, presentando come saggio l’opera Fanciulla con colomba. Pochi anni dopo, nel 1708, realizzò il ritratto di Federico IV di Danimarca e nel 1709 un autoritratto oggi conservato agli Uffizi.Il successo in Europa
Nel 1720 si recò a Parigi con la sorella Giovanna e il cognato, il pittore Giovanni Antonio Pellegrini. Ospite del collezionista Pierre Crozat, amico di Antoine Watteau, entrò nei circoli più esclusivi della capitale francese. Qui eseguì una quarantina di ritratti, tra cui quello del giovane Luigi XV, oggi alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.
Nello stesso anno venne eletta all’Académie royale de peinture et de sculpture di Parigi: un evento eccezionale, dato che da quasi quarant’anni una donna non riceveva questo onore.Commissioni e opere celebri
Rosalba ricevette commissioni da tutta Europa: nel 1723 fu a Modena su invito del duca Rinaldo d’Este, nel 1725 realizzò una Madonna oggi al Museo del Settecento Veneziano e iniziò la celebre serie delle Quattro Stagioni per il diplomatico inglese Joseph Smith, poi entrate nella collezione reale britannica.
Nel 1730 si recò a Vienna per ritrarre l’imperatore Carlo VI e altre figure di spicco come Metastasio. La sua arte, raffinata e caratterizzata da colori tenui, si distingueva per la capacità di cogliere con delicatezza l’espressione e la personalità dei soggetti.